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Autore Messaggio
ISPADULE
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MessaggioInviato: 13 Gennaio 2010 [18:01]    Oggetto: Rispondi citando

Scusate se m' intrometto. Secondo me: ho letto tutti i post, anche quelli di un altro topic che rigurdano lo stesso argomento e ho rilevato che:
- il ragionamento di Sardusò mi sembra che riporti delle constatazioni condivisibili, anche se con qualche omissione tipo il fatto di essere indignati o meno (ma non la ritengo un' omissione così grave perchè in un post non possono essere riportati tutti gli stati d' animo di una persona);
-il ragionamento di Benennida non fa una grinza, solo che Lei ha evidenziato più marcatamene l' indignazione per le situazioni di questi extracomunitari;
- quello che ha scritto Frinas è ugualmente importante e condivisibile.
Conclusione: Mi sembra più che altro un dialogo fra sordi con incomprensioni di fondo.
Saludos.
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Ispàdule
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benennida
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MessaggioInviato: 13 Gennaio 2010 [19:03]    Oggetto: Due piani differenti... Rispondi citando

Ispà... allora... come ho già detto, il paragone che sardusò ha fatto era, a mio avviso, fuori luogo. Trovami italiani trattati allo stesso modo degli extracomunitarsi, e nello specifico trattati come quelli di Rosarno, e allora la discussione è logoca. Sardusò ha detto che era sottinteso e scontato che si parlasse di sfruttamento, ma allo stesso tempo ha anche detto che certi lavori sono usuranti e massacranti. Ma ciò non c'entra con lo sfruttamento degli extracomunitari. Cioè, i due discorsi sono su due piani differenti.
Se è per quello è usurante anche , per fare un esempio che io ho vissuto, il lavoro di call center, dove per otto ore bisognava stare al telefono con persone di tutti i tipi e generi, anche stranieri che non sapevano parlare bene l'italiano e si doveva fare uno sforzo enorme per capirli! e se le telefonate che arrivavano erano tante non si poteva manco andare in bagno per fare la pipì, per essere precisi, per non perdere manco un potenziale cliente e la tensione era sempre costante e snervante! Ma ciò non ha niente a che vedere con quello che succede in certe realtà dove vige lo sfruttamento oltre i limiti della decenza umana. Capito ispà?
Ho riletto anch'io ciò che si è scritto nel 2006, tu sostenevi che gli extracomunitari, quelli irregolari, vengono assodati per fare questi lavori massacranti e che ciò non è giusto, ma non è giusto non perchè sono extracomunitari, non è giusto perchè un essere umano deve essere trattato come tale e nient'altro! Il resto, il fatto che siano extracomunitari è fondamentale per lo sfruttatore, e sai perchè? Perchè un italiano non farebbe mai fare sulla sua pelle ciò che fanno agli extracomunitari, perchè non ci va proprio!

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Benennida

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ISPADULE
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MessaggioInviato: 13 Gennaio 2010 [23:03]    Oggetto: Rispondi citando

Cara Benennida,
Vabbè, hai ragione. Lo sfruttameto è sfruttamento a basta. Tu inoltre sostieni che anche molti italiani sono sfruttati alla pari degli extracomunitari ed hai ragione. Ma secondo te non ha nessuna colpa chi ha permesso che gli extracomunitari entrassero in Italia ad ondate successive pur sapendo che questi ingressi dovevano essere regolati, dando a tutta questa gente i loro diritti. Prima di tutto un lavoro, regolarmnte retribuito secondo le norme vigenti. E poi un' abitazione decente, non lasciando che vivano come gli animali. La colpa non è certamente degli immigrati in cerca di una vita migliore, ancorchè illegali, ma di tutta la classe politica italiana che non ha voluto (e sottolineo voluto) intervenire in tempo. Ma il fatto più indisponente, che ho sentto proprio oggi, è che questi poveri immigrati sono schiavizzati anche dagli stessi loro connazionali. Senza contare che questi sistemi sono largamente praticati anche dagli immigrati cinesi nei confronti dei loro connazionali. Io penso che da questa situazione, lasciata incancrenire fino all' inversimile, difficimente ne usciremo mai.
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frinas
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Messaggi: 617
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MessaggioInviato: 14 Gennaio 2010 [01:52]    Oggetto: semplice no? Rispondi citando

ISPADULE ha scritto:
Cara Benennida,
(...) La colpa non è certamente degli immigrati in cerca di una vita migliore, ancorchè illegali, ma di tutta la classe politica italiana che non ha voluto (e sottolineo voluto) intervenire in tempo. (...)
Io penso che da questa situazione, lasciata incancrenire fino all' inversimile, difficimente ne usciremo mai.


Aspè Ispà...; guarda che numero questo:

Citazione:
Rosarno: ora "celodurismo" pure coi forti

Enzo Raisi
Non sono un pentito della legge Bossi-Fini, che considero anzi un passaggio fondamentale verso una politica seria di governo del fenomeno immigrazione, in quanto sancisce il principio che il permesso di soggiorno è legato al posto di lavoro. Ma ricordo bene di aver votato in Parlamento anche una norma che prevede la galera per gli imprenditori o presunti tali che sfruttano la manodopera clandestina: un altro passaggio fondamentale per governare il problema e non subirlo. Il caso Rosarno mi dimostra invece che, mentre noi legiferiamo, chi ci rappresenta sul territorio è latitante.
Nella Piana di Gioia Tauro lo Stato ha dimostrato di essere assente per lungo tempo perchè gli uomini preposti all'ordine pubblico si sono voltati da un'altra parte e la magistratura era in "altre faccende affaccendata". Per ora sono stati sanzionati i clandestini, che correttamente sono stati accompagnati nei centri di permanenza per procedere all'espulsione (nel caso non abbiano permessi di soggiorno), e alcuni cittadini responsabili di atti di violenza. Degli pseudo-imprenditori che, attraverso il caporalato, sono da considerare i principali responsabili della catena di illegalità che ha costruito la polveriera Rosarno nulla si sa, non ci sono tracce di indagini, e tantomeno di arresti per lo sfruttamento dei clandestini. Nessun questore o prefetto è stato rimosso insieme alle altre autorità dello Stato che dovevano vigilare e non lo hanno fatto; nessuna inchiesta risulta avviata da parte del Csm sui silenzi della magistratura locale che doveva intervenire sulla base delle notizie criminis rappresentate da ripetute inchieste giornalistiche, anche internazionali.
E allora il paradosso è che a pagare sono sempre i più deboli: gli immigrati sfruttati e i cittadini perbene che hanno dovuto subire una situazione la cui degenerazione era facilmente intuibile. Ma il ministro Maroni, ossia il massimo vertice di coloro che non sono intervenuti e hanno fatto finta di non vedere, può essere credibile senza prendere provvedimenti contro i veri responsabili dell'assenza dello Stato? Non ho visto il ministro puntare il dito con quella decisione che lo ha caratterizzato in tutti questi mesi in tante altre vicende, contro il fatto che le indagini non hanno ancora portato a un solo arresto degli sfruttatori. E non ho sentito il presidente della Regione Agazio Loiero annunciare provvedimenti, misure, piani straordinari. Quando ho visto le condizioni in cui vivevano quegli immigrati mi sono vergognato e ho sentito rabbia verso quei colletti bianchi che si rifugiano sempre dietro al tema della n'drangheta o della mafia. E nel dibattito di questi giorni mi sembra di ascoltare lo stesso ritornello sentito per tanti altri temi, «sono problemi irrisolvibili», «noi italiani siamo diversi, non si può pretendere di più».
Ma qual è il messaggio che diamo ai giovani nel momento in cui di fronte allo scenario infernale di Rosarno rispondiamo solo trasportando via in pullman qualche centinaio di disperati? Abbiamo centinaia di migliaia di funzionari che controllano la nostra esistenza, se ritardi un pagamento di un'imposta la multa è assicurata, sbagli un procedimento amministrativo e la punizione arriva in un baleno, qualsiasi violazione è accertata con solerte efficienza, almeno per il normale cittadino. Eppure a Rosarno un migliaio di fantasmi potevano vivere in condizioni igieniche altamente pericolose, sfruttati alla luce del sole: se non avessero sparato a due di loro e se questi non avessero reagito uscendo dagli inferi, tutto sarebbe proceduto uguale, per mesi, forse per anni.
Anche per questo non concordo con quanto scritto dall'Osservatore Romano: non siamo un popolo razzista, ma se lo Stato non c'è la xenofobia avanza come un pericoloso tumore, come avviene in qualsiasi altra parte del mondo. Per questo motivo è importante che il ministro Maroni dimostri che la politica "celodurista" non la si fa solo con i più deboli, che comunque devono rispettare le regole, ma in primo luogo con chi doveva vigilare e non lo ha fatto, con chi ha fatto lo schiavista in tutti questi anni ed è rimasto sempre impunito. Mi sentirò soddisfatto quando il ministro degli Interni andrà in televisione a dire quanti sono i funzionari sanzionati per le inadempienze sul caso Rosarno e quanti sono i caporali arrestati insieme agli imprenditori che per anni hanno gestito quella scandalosa rete di sfruttamento di cui un paese civile come l'Italia, Padania compresa, si deve vergognare. Solo allora questo governo avrà dimostrato che finalmente in Italia si è ristabilito il principio della responsabilità, che la giustizia punisce deboli e forti senza distinzione di sorte e che con noi l'Italia aspira ad essere un paese normale

Enzo Raisi
13/01/2010


scommetto che ti stai chiedendo chi lo ha scritto, oggi, ancora a caldo, su un importate quotidiano nazionale che, non ci crederai, non è nè l'Unita, nè Repubblica o il Manifesto o il Fatto di Padellaro e tutti quei comunisti e radical chic annessi..
Non ti voglio levare il gusto della scoperta allora: guarda qui
http://www.secoloditalia.it/publisher/In%20Edicola/section/
e per sapere chi è il tizio, quà sotto:
http://www.enzoraisi.it/conosci/chi-sono/

lo so che, probabilmente, sei caduto dalla sedia;
ma, come vedi... se ci arriva l'On.le Raisi ce la possiamo fare anche noi o no?
Siiii che la possiamo fare.
Tenedi contu.
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ISPADULE
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MessaggioInviato: 14 Gennaio 2010 [12:16]    Oggetto: Rispondi citando

Caro Frinas,
Ti ringrazio per il tuo bel contributo alla discussione. Ti dirò che mi riconosco nelle parole e nelle considerazioni dell' On. Raisi. D altronde anche io, nel mio piccolo, ho sempre sostenuto quelle responsabilità politiche. Naruralmente da ciò discendono anche le responsabilità degli organismi dipendenti (Prefetti, magistatura, ispettorati del lavoro e via cantando), avvallate sicuramente dalla politica. Riconosco che il probema è complesso e non mi ritengo all'altezza di suggerimenti in proposito, come cittadino naturalmente. Ma mi faccio un' altra domanda e cioè: dove eventualmente verranno ricavate le carceri per metterci tutta quella gente che ha permesso il perpetuarsi dell' assenza dello Stato e delle zone franche in tutto il sud Italia? La risposta è: passato il primo momento di indignazione tutto rimarrà come prima. Saludos.
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